Con Off limits nel 1969, con XIV-XX secolo nel 1970 e con 1870-1974 nel 1974, Agnetti interviene su quadri e affreschi antichi, di proprietà di alcuni suoi collezionisti, realizzando opere che nel loro insieme racchiudono il lavoro di due artisti in un certo arco temporale e mettono a confronto con lucida e scarnificata sintesi, linguaggi elaborati a distanza di secoli. E ancora nel 1978 utilizzerà alcune antiche fotografie giapponesi trasformandole in lavori in cui ironia e poesia saranno le determinanti dell’operazione.
La sua produzione artistica continua lungo le linee di riflessione già tracciate: il linguaggio, il tempo, la comunicazione, la critica politico-sociale: abbiamo impianti di teatro statico, di notevole impatto emotivo e visivo come l’ Elisabetta d’Inghilterra (1976) e opere di grande rigore concettuale, quali Mass Media (1977). Pur continuando rigorosamente la ricerca artistica in ambito concettuale, verso la fine degli anni ’70 l’anima poetica di Agnetti prende il sopravvento, scompaiono o quanto meno sono più rare le didascalie esplicative sul registro logico-cognitivo e il rigore mentale si stempera in poesia.







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